Servizio Sanitario Nazionale: la legge delega che ridisegna ospedali e territorio

Servizio Sanitario Nazionale: legge delega per il rafforzamento di ospedali e territorio

Una riforma che va oltre la sanità

Quando si parla di riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il rischio è fermarsi al piano normativo o istituzionale. In realtà, il recente via libera del Consiglio dei Ministri a una legge delega per il rafforzamento di ospedali e territorio racconta qualcosa di più profondo: un vero cambio di paradigma nel modo in cui il sistema sanitario viene progettato, organizzato e governato. La legge delega ridisegna ospedali e territorio.

Ed è proprio qui che il tema diventa rilevante anche per chi opera fuori dalla sanità in senso stretto: imprese, partner tecnologici, pubbliche amministrazioni, realtà del terzo settore e stakeholder che si muovono intorno a ecosistemi complessi.

Il nuovo disegno del sistema sanitario

Il messaggio che emerge con forza è la volontà di superare un modello frammentato, costruito per silos, a favore di una visione integrata tra ospedale, territorio e servizi socio‑assistenziali.

Non si tratta solo di riorganizzare strutture, ma di ridisegnare flussi, ruoli e responsabilità lungo l’intero percorso di cura.

Accanto agli ospedali di area vasta e di alta specializzazione, la riforma introduce il concetto di ospedali elettivi, dedicati ai pazienti acuti non urgenti e privi di pronto soccorso. Una scelta che punta a:

  • alleggerire la pressione sugli ospedali di livello superiore;
  • migliorare l’appropriatezza delle cure;
  • ottimizzare flussi, tempi e risorse.

Il territorio torna centrale nel modello di assistenza

Uno dei pilastri della riforma è il rafforzamento dell’assistenza territoriale, soprattutto per le persone non autosufficienti e con patologie croniche complesse.

Il provvedimento prevede:

  • standard di personale dedicato;
  • maggiore continuità assistenziale;
  • promozione della domiciliarità;
  • integrazione strutturata tra servizi sanitari e socio‑assistenziali.

La persona non viene più vista solo come “paziente”, ma come utente di un ecosistema di servizi che deve funzionare in modo coerente, accessibile e umano.

In questo senso temi come bioetica, cure palliative, salute mentale e integrazione socio‑sanitaria non sono marginali: diventano indicatori della maturità del sistema. La qualità non si misura solo nelle prestazioni erogate, ma anche nell’esperienza complessiva e nel valore generato per la collettività.

Una riforma che parla anche alle organizzazioni

Per aziende, stakeholder e partner che operano a vario titolo intorno al settore pubblico, questa riforma rappresenta un segnale chiaro: i modelli organizzativi stanno cambiando.

Cambiano i bisogni, cambiano le priorità, cambiano le competenze richieste.

Innovazione, capacità di lettura del contesto, integrazione tra competenze diverse e visione di lungo periodo diventano fattori abilitanti non solo per la sanità, ma per tutti gli ecosistemi complessi che devono dialogare con un sistema sanitario in trasformazione.

Opportunità concrete per gli stakeholder

Aziende e imprese private

  • Soluzioni di digital health, telemedicina e telemonitoraggio per la presa in carico territoriale.
  • Sistemi informativi interoperabili per integrare dati clinici, sociali e amministrativi.
  • Tecnologie per la domiciliarità e l’assistenza remota a persone fragili.

Partner di innovazione e consulenza

  • Supporto alla trasformazione organizzativa dei percorsi di cura.
  • Progettazione di modelli integrati ospedale‑territorio.
  • Change management, design dei processi e governance collaborativa.

Pubbliche amministrazioni locali

  • Pianificazione dei servizi territoriali in coerenza con i nuovi standard.
  • Coordinamento tra sanità, welfare e politiche sociali.
  • Progettazione di Case e Ospedali di Comunità come hub di servizi.

Terzo settore e comunità

  • Partenariati pubblico‑privato‑sociale per la domiciliarità.
  • Servizi di supporto alla non autosufficienza.
  • Integrazione nei percorsi di salute mentale e cure palliative.

Dalla norma all’attuazione

I decreti attuativi della legge delega definiranno standard, modelli organizzativi, criteri di governance e meccanismi di misurazione dei risultati.

La vera sfida non è normativa, ma operativa: trasformare i principi in azioni concrete, misurabili e sostenibili.

In questo contesto la capacità di leggere il cambiamento, anticipare i bisogni e progettare soluzioni integrate diventa un fattore chiave. Non solo per la sanità, ma per l’intero ecosistema che le ruota attorno.

Una riforma come opportunità di evoluzione

La legge delega sul SSN non è solo una novità legislativa. È un invito a ripensare i modi in cui servizi, tecnologie, processi e stakeholder si connettono per generare valore sociale e sanitario.

Per aziende, istituzioni e comunità significa trasformare la riforma da vincolo normativo a leva di innovazione collaborativa.

Il ruolo di AGILE: accompagnare la trasformazione

In questo scenario in evoluzione, AGILE si propone come partner strategico per le organizzazioni pubbliche e private che vogliono interpretare la riforma non solo in chiave di adempimento, ma come opportunità concreta di riprogettazione dei servizi e dei modelli organizzativi.

AGILE supporta enti, aziende sanitarie, istituzioni e stakeholder dell’ecosistema salute in:

  • analisi dei bisogni e lettura del contesto normativo e organizzativo;
  • progettazione di modelli integrati ospedale–territorio;
  • sviluppo di percorsi di presa in carico centrati sulla persona;
  • governance collaborativa e integrazione tra attori pubblici, privati e del terzo settore;
  • accompagnamento al cambiamento e capacity building.

L’obiettivo non è solo adeguarsi alla riforma, ma trasformarla in valore misurabile per i cittadini, per le organizzazioni e per i territori.


Riferimenti normativi essenziali

Legge delega per il rafforzamento del SSN
Approvata dal Consiglio dei Ministri, affida al Governo il compito di adottare uno o più decreti legislativi per riorganizzare:

  • l’assistenza ospedaliera;
  • l’assistenza territoriale;
  • l’integrazione socio‑sanitaria.

Decreti attuativi
Da adottare entro il termine previsto dalla legge delega. Definiranno:

  • standard organizzativi e di personale;
  • modelli di continuità assistenziale;
  • criteri di governance e valutazione.

D.Lgs. 502/1992
Norma cardine dell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Sarà aggiornata dai decreti attuativi per riflettere il nuovo modello ospedale‑territorio.

DM 77/2022 (PNRR – Missione 6 Salute)
Definisce il modello dell’assistenza territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali) che costituisce la base operativa su cui la legge delega innesta la riforma strutturale.

PNRR – Missione 6 Salute
Programma di investimenti per infrastrutture, digitalizzazione e rafforzamento dell’assistenza territoriale, coerente con gli obiettivi della legge delega.